Ci provo, ma non ci riesco.

Alzi la mano chi, almeno una volta, di fronte ad una difficoltà ha pensato a questa frase.

Non siamo macchine e quindi non sempre riusciamo a centrare i nostri obiettivi al primo tentativo: a scuola, sul luogo di lavoro, nelle relazioni sociali, nello sport. La lista può essere estesa a tutti gli ambiti della nostra vita.
“Il successo – diceva Winston Churchill – non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale, ciò che conta è il coraggio di andare avanti”.

Un invito alla perseveranza. E perseverare, al contrario di quanto sostiene il famoso detto popolare, non è diabolico: è umano.
Secondo lo psicologo Pietro Trabucchi: “Diabolico è rinunciare a impegnarsi, rimanere immobili, mettersi ad aspettare che la motivazione arrivi dall’esterno, non sfruttare a fondo tutte le risorse di cui gli esseri umani sono dotati”.

Fare o non fare non c’è provare

Ricordate il maestro Yoda della saga di Guerre Stellari? Il guru dei Cavalieri Jedi non ha mezze misure e ci invita a tirare fuori il meglio di noi stessi quando decidiamo di metterci in gioco. Altrimenti è solo tempo sprecato.

Spesso facciamo un passo poi un altro e un altro ancora: troviamo il nostro equilibrio, ma le circostanze non sempre sono favorevoli.
Cadiamo, sbagliamo e ci dobbiamo rialzare in fretta perché il mondo attorno a noi galoppa.

Le domande rimangono a volte senza risposte. Così inseguiamo qualcosa, senza raggiungerlo mai veramente.

E – anche se non si può vivere senza – obiettivi raggiungibili diventano utopie. É il caso dei buoni propositi per noi stessi: “da domani a dieta”, “dopo le
feste mi iscrivo in palestra”, “ancora una faccenda da sbrigare e poi curo il fastidio alla schiena”.

Sono a dieta, ma non dimagrisco

I buoni propositi non bastano. Serve impegno, motivazione, ma la chiave per scassinare il meccanismo è un metodo efficace.

Da soli non andiamo da nessuna parte, anzi abbiamo bisogno degli altri e delle loro competenze specifiche per raggiungere una meta.

Possiamo essere motivati e lavorare ogni giorno per raggiungere il nostro obiettivo, ma senza strategie mirate e buone pratiche condite ad una buona dose di pensiero positivo, il risultato non sarà soddisfacente.

Se sei a dieta da un mese e non dimagrisci, la causa non per forza è solo alimentare. Un difficile rapporto con il cibo ed uno scarso ordine alimentare sono indice di qualcosa di più profondo così come è inutile correre cinque chilometri in più per concedersi ai piaceri della tavola.

Welly Village non è il luogo dei miracoli. I nostri professionisti, qualificati e competenti, non sono dei guru in grado di trasmettere super poteri per abbattere gli ostacoli e le catene che frenano il nostro benessere.

Nessun trucco, nessuna pozione magica.

Welly Village vuole essere una nuova opportunità. Un nuovo modo per realizzare “quel proposito di Capodanno” che spesso muore dopo una settimana.

Come? Attraverso uno o più percorsi di accompagnamento e supervisione elaborati dopo un incontro in presenza da un team di professionisti (fisioterapista, nutrizionista, personal trainer, psicologo), uniti ad un monitoraggio e ad un dialogo digitale costante.

Ricordate Trabucchi all’inizio? “Diabolico è rinunciare a impegnarsi, rimanere immobili, mettersi ad aspettare che la motivazione arrivi dall’esterno, non sfruttare a fondo tutte le risorse di cui gli esseri umani sono dotati”.

Welly Village è quella “nuova risorsa”.

A noi passare la palla per iniziare un nuovo gioco.

Verso uno stile di vita migliore.

Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri,
ho perso quasi trecento palle,
ventisei volte i miei compagni di squadra
mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato.

Ho fallito. Molte, molte volte.
Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.

– Michael Jordan